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Scritto da Redazione   
Martedì 06 Settembre 2016 12:30

Go Wine ha promosso a Milano un evento in collaborazione con il giornalista Mauro Giacomo Bertolli, firma enoica per l'edizione on line del Sole 24 Ore con la sua rubrica “Andar per Vini” e direttore del portale Italia del Vino.com.
L’evento, che ha visto la partecipazione di oltre 25 aziende vinicole italiane, ha registrato la presenza dell’Assessore Regionale all’Agricoltura della Lombardia Gianni Fava. Il dibattito che ha animato la presentazione è stato anche l'occasione per fare il punto, durante una breve tavola rotonda, sul presente e sul futuro della vitivinicoltura lombarda e, più in generale, italiana.
A beneficio dei lettori del sito e con la collaborazione di Augusto Gentilli, riportiamo le sensazioni ricavate dal tasting che è seguito e che consente una panoramica su una articolato numero di aziende, con differente storia e profilo. Per ogni azienda viene recensito un vino.


Ancilla Lugana, Dossobuono di Villafranca (Veneto) - www.ancillalugana.it
Azienda famigliare tutta al femminile, giunta con Luisella Benedetti, alla terza generazione. Una terra in grado di dare grandi vini bianchi con spiccate capacità di invecchiamento grazie alle grandi caratteristiche delle uve di Turbiana, coltivate con passione e strenua ricerca della qualità.
Lugana La Ghidina 2006: colore giallo oro, da uve Turbiana in purezza, prepara i sensi alle note di frutta gialla matura, frutta tropicale e cioccolato bianco. Il tutto viene ulteriormente arricchito da gradevolissime sensazioni agrumate e lievi sentori di floreali; molto garbato l'uso del legno. In bocca, entra compatto e rotondo e colpisce per pienezza ed equilibrio in virtù di una freschezza ancora adolescenziale; di ottima persistenza.

Balgera, Chiuro (Lombardia) - www.vinibalgera.com
Paolo Balgera rappresenta la quarta generazione a dedicarsi alla vitivinicoltura in Valtellina nell'azienda di famiglia fondata verso la fine degli anni ‘70 del XIX secolo; oggi è aiutato nel proprio lavoro dai figli Luca e Matteo nonché dalla moglie Paola e dalla sorella Daniela. I suoi vini, ottenuti da uve Nebbiolo, invecchiano molti anni quasi esclusivamente in legni grandi con capienze comprese tra i 15 e i 100hl.
Valtellina Superiore Valgella Riserva 2000: si presenta alla vista di un caldo color granato. Il naso, fine ed elegante, regala sentori di marasca, piccoli frutti rossi, violetta e grafite nonché le tipiche note ematiche. In bocca, colpisce per la pienezza del corpo e la sua avvolgenza oltre che per l'eleganza dei tannini e per l'acidità netta e gradevole; ottima persistenza.

Cantina Merano, Marlengo (Alto Adige) - www.kellereimeran.it
Terrazzamenti, fatica nonché un grande rispetto dell'ambiente e del paesaggio. Ecco gli "ingredienti" segreti che stanno alle spalle della fama che questa Cantina si è conquistata negli anni. Le Alpi poste a riparare i dintorni di Merano e la Val Venosta dalle fredde correnti settentrionali, l'aria più calda che risale dalla pianura e le marcate escursioni termiche permettono una vitivinicoltura di qualità con grandi panorami gusto-olfattivi.
Pinot Nero Alto Adige Selezione 2012: ottenuto da uve Pinot nero coltivate in Val Venosta a quote comprese fra gli 800 e i 1000m s.l.m.. Si mostra di un bel color rubino appena arricchito dalle prime sfumature granato. Il naso, tipico, fine ed elegante, regala sentori di piccoli frutti e spezie dolci. In bocca si presenta compatto e intenso pur conservando intatta la sua eleganza; colpisce per la ruvida piacevolezza dei tannini e la lunga persistenza.

Cantina Valpolicella, Negrar (Veneto) - www.cantinanegrar.it
Un lungo percorso di studio e ricerca: ecco quanto forse maggiormente caratterizza questa Cantina Sociale da quando, a partire dal 1989, ha iniziato una meticolosa ricerca volta a identificare le aree maggiormente vocate nel cuore della Valpolicella Classica nonché a mantenere un'ampia base ampelografica al fine di non perdere la tradizione e la tipicità dovuta ai numerosi antichi vitigni autoctoni. Un percorso che ha dato ottimi risultati come dimostrato, anche in quest'occasione, dai vini in degustazione.
Recioto di Valpolicella Classico Vigneti di Moron 2011: il color rubino evoca i frutti rossi maturi che lo caratterizzano ad una prima olfazione. Una lieve rotazione permette, però, di apprezzarne la complessità e l'eleganza date dalle note di potpourri di fiori rossi, unitamente ai freschi profumi erbacei, alle note di spezie dolci e cioccolato e alla tipica sensazione eterea che tipicamente connota questi grandi passiti. In bocca si presenta di grande equilibrio, grazie alla gradevole tannicità e la ben presente freschezza; ottima la persistenza.

Colombo Antonio e Figli - Cascina Pastori, Bubbio (Piemonte) - www.colombovino.it
Ai piedi della Langa Astigiana, questa Azienda, nata nel 2004 a partire dai 9ha di vigneto preesistente, imbocca fin dall'inizio una strada che la porta a valorizzare in modo particolare uno dei più nobili vitigni del panorama viticolo mondiale: il Pinot nero. La svolta decisiva in tal senso avviene nel 2010, a seguito dell'incontro fra il titolare e l’enologo Riccardo Cotarella, che decide, in accordo con la famiglia Colombo, di raccogliere la sfida e focalizzare l'attività aziendale proprio su questa difficile varietà.
Piemonte Pinot nero 2012: l’eleganza di questo vino si intuisce fin dalla prima occhiata grazie al suo colore rubino dalla grande luminosità. Il naso, molto fine e tipico, è caratterizzato dai piccoli frutti rossi, da note floreali, riconducibili alla rosa lievemente appassita, nonché dalle spezie dolci e da un'evidente sentore di liquirizia. In bocca grande piacevolezza e armonia con una trama tannica setosa e avvolgente e una persistenza decisamente degna di nota.

El Vegro, Monteforte d'Alpone (Veneto) - www.elvegro.it
Piccola azienda familiare la cui prima vendemmia risale al 2002, si trova a Monteforte d'Alpone, nel cuore del Soave Classico. Dai suoi vigneti di Garganega, allevati a pergola corta veronese sul colle Foscarino su suoli basaltici di origine vulcanica e aventi un'età compresa fra i 30 e i 50 anni, produce annualmente circa 10.000 bottiglie tra Soave Classico e Recioto di Soave.
Soave Classico 2013: il giallo paglierino arricchito dai primi riflessi dorati introduce a un assaggio davvero ricco di soddisfazioni. Il naso apre con i frutti gialli maturi finemente alternati a sensazioni riconducibili alla ginestra. Una breve rotazione regala lievi sentori balsamici e di erbe aromatiche oltre a gradevoli sensazioni agrumate e alle prime note di pietra focaia. In bocca colpisce per pienezza, rotondità ed equilibrio in virtù di una freschezza evidente ma composta; lunga la persistenza.

Ertse+Neue, Caldaro (Alto Adige) - www.erste-neue.it
E’ nata dalla fusione, nel 1986, di due storiche cantine sociali, e oggi rappresenta una delle realtà vitivinicole più importanti dell'Alto Adige. Il territorio vitato è favorito da suoli composti sia da porfidi sia da argille nonché da un clima fortemente influenzato dalle Alpi che la riparano dalle fredde correnti del nord pur donandole le forti escursioni termiche necessarie alla corretta maturazione aromatica delle uve.
Alto Adige Kalterersee Classico Superiore 2014: da uve Schiava, uno dei vitigni identitari di questa porzione di Alto Adige. Luminoso color rubino, offre un ampio e fine panorama olfattivo nel quale spiccano le note di marasca e rosa gradevolmente affiancate da sentori dolci, che riportano alla mente i confetti, nonché da lievi sensazioni minerali. In bocca si presenta elegante, rotondo, di buon corpo e ottimo equilibrio, grazie ad una struttura tannica avvolgente e di grande piacevolezza.

Feudo Maccari, Noto (Sicilia) - www.feudomaccari.it
Suoli di origine vulcanica alternati ad antichi calcari di origine marina, oliveti e vigneti allevati ad alberello: è in questo paesaggio così tipicamente siciliano, così carico di storia, cultura e tradizione che si svolge l'appassionato lavoro di questa azienda. La produzione è principalmente rappresentata dai vitigni simboli di questa parte di Sicilia: il Moscato bianco, il Grillo e il Nero d'Avola.
Sicilia Nero d'Avola Saia 2012: il rosso rubino di questo Nero d'Avola ci porta immediatamente alla ciliegia matura e al ribes rosso che, unitamente a gradevoli sensazioni più scure di more, ne caratterizzano il panorama olfattivo. Una lieve rotazione arricchisce il bouquet del Saia di sensazioni ematiche e di spezie dolci, nonché di fini sentori di potpourri di fiori rossi. In bocca è succoso, ampio ed elegante; i tannini, pur denotando una certa giovanile irruenza, sono fini e promettono al vino un lungo e felice futuro.

La Madeleine, Otricoli (Umbria) - www.cantinalamadeleine.it
Di proprietà della famiglia D'Alema, è situata in Umbria tra Narni e Otricoli ed è stata recentemente oggetto di profondi lavori di ristrutturazione che hanno dato vita alla prima vendemmia nell'autunno del 2011. La superficie vitata si estende per circa 6,5ha, interamente occupati da Cabernet Franc e Pinot nero a testimoniare la profonda passione che lega la famiglia a questi grandi vitigni francesi.
Narnot Rosso Umbria Igp 2011: ottenuto da uve Cabernet Franc in purezza, si presenta all'assaggio sfoggiando un intenso color rubino. Il suo bouquet, intenso e fine, apre con profumi di frutta rossa matura che riportano alla ciliegia e alla mora, seguiti dalle tipiche, ma eleganti, note varietali di peperone giallo e erba appena tagliata in un insieme che coniuga piacevolezza e tipicità. In bocca è ampio, rotondo, succoso e armonico grazie all'equilibrio fra le ben presenti morbidezze, la giovanile freschezza e i tannini setosi ma, nel contempo, ben evidenti; decisamente degna di nota la persistenza.

Monsupello, Torricella Verzate (Lombardia) - www.monsupello.it
Nata verso la fine del XIX secolo, trova in Carlo Boatti, scomparso il 22 gennaio 2010, l'artefice del percorso che ha portato questa azienda stabilmente ai vertici della spumantistica italiana. Attualmente è condotta da Pierangelo e Laura, figli di Carlo e delle moglie Carla Dellera, con il fondamentale supporto dell'enologo Marco Bertelegni. Alla produzione di spumanti Metodo Classico, si affianca un'interessante selezione delle principali tipologie dei vini dell'Oltrepò Pavese.
Pinot nero VSQ Metodo Classico Brut Millesimato 2010: dopo una permanenza sui lieviti di oltre 50 mesi, questo Pinot nero VSQ riempie il calice di affascinanti sfumature dorate. Al naso si colgono profumi di frutti gialli e fiori bianchi e ai quali si alternano note di piccola pasticceria, miele di acacia e gradevoli sensazioni agrumate. In bocca è intenso, pieno e cremoso, nonché di grande equilibrio, intensità e persistenza.

Montecariano, San Pietro in Cariano (Veneto) - www.montecariano.it
Nata nel 1992, realizza la prima bottiglia con una propria etichetta nel 2011. I vigneti sono condotti secondo i dettami della viticoltura sostenibile, riducendo al minimo i trattamenti, mantenendo inerbite le vigne e limitando tutti gli interventi agronomici atti a modificare il naturale equilibrio tra suolo e vite. Coltiva, oltre a Corvina, Corvinone e Rondinella anche alcuni antichi autoctoni quali Pelara, Oseleta e Molinara.
Recioto della Valpolicella Classico 2011: il caldo color granato ancora arricchito da riflessi rubino conduce ad un assaggio ricco di fascino. Il naso, connotato dalla frutta rossa con leggere note di appassimento, è reso più fine e complesso dalle evidenti spezie dolci, dal cioccolato fondente e dai piacevoli sentori eterei, nonché dalla tipica nota di mandorla. In bocca colpisce l'equilibrio e la pienezza dell'assaggio, grazie alla contenuta dolcezza perfettamente sorretta da una corretta tannicità e da una ben percepibile freschezza.

Nettare dei Santi, S. Colombano al Lambro (Lombardia) - www.nettaredeisanti.it
Le colline di San Colombano al Lambro rappresentano l'unica area vitivinicola della provincia di Milano. Fondata nel 1948 e giunta ormai alla terza generazione, l’azienda realizza vini che ben interpretano la realtà produttiva del territorio e il suo dolcissimo paesaggio. Una curiosità: l'azienda ha dedicato un suo vino all'Expo, realizzando l'etichetta in decine di lingue diverse, le lingue delle nazioni partecipanti.
Domm Metodo Classico VSQ Brut 2011: unico Metodo Classico prodotto in provincia di Milano, il Domm, ottenuto da uve Chardonnay (70%) e Pinot nero (30%) e affinato sui lieviti per circa 40 mesi, colpisce fin dal primo sguardo grazie al perlage molto fine e persistente. Il naso esprime frutti bianchi maturi e fiori bianchi oltre a sentori di piccola pasticceria da forno. In bocca è pieno, morbido e cremoso ma, nel contempo, sorretto da una più che evidente freschezza che ne rende la beva particolarmente facile e gradevole; molto piacevole il fin di bocca leggermente ammandorlato.

Rebollini Bruno, Borgoratto Mormorolo (Lombardia) - www.rebollinivini.it
Fondata all'inizio dello scorso secolo dal nonno dell'attuale titolare, si sviluppa in un'area dell'Oltrepò Pavese ben vocata per la viticoltura in virtù delle buone esposizioni, dei suoli marnoso calcarei e delle quote di poco superiori a 200 mslm.. Può attualmente contare su circa 30ha vitati, dai quali ottiene numerose etichette che rappresentano la produzione tradizionale di questo grande territorio vitivinicolo.
Pinot nero Oltrepò Pavese Metodo Classico Brut Nature 2011: ottenuto da uve Pinot nero in purezza dopo una permanenza di 38 mesi sui lieviti, si presenta di un bel giallo paglierino con un perlage fine e persistente. Il naso, elegante e molto tipico, esprime note di frutta gialla matura, piccola pasticceria e sentori floreali riconducibili alla ginestra. L'ingresso in bocca è piacevole, pieno, compatto, caratterizzato da ottimo corpo e da una piacevole armonia in virtù dell'evidente acidità che ne sostiene le morbidezze; decisamente soddisfacente la persistenza.

Rubinelli-Vajol, - San Pietro in Cariano (Veneto) - www.rubinellivajol.it
Azienda storica della Valpolicella Classica, coltiva i suoi 12ha di vigne nella conca del Vajol, quasi esclusivamente con le varietà Corvina, Corvinone e Rondinella alle quali si aggiungono piccole superfici destinate a due antichi autoctoni, la Molinara e l'Oseleta. La vigna è condotta secondo tecniche a basso impatto che escludono concimi di sintesi o erbicidi; è ampiamente utilizzata, a contrario, la tecnica del sovescio per aumentare la presenza di humus nei vigneti la cui efficacia è aumentata dalla semina di numerose specie erbacee di particolare valore nutritivo per il suolo.
Recioto della Valpolicella Classico 2011: di un bel color rubino, si presenta al naso con un complesso e fine bouquet caratterizzato dalle note di frutta rossa lievemente appassita, potpourri di fiori rossi e spezie dolci, il tutto elegantemente pervaso da una sottile nota eterea. Al gusto mostra una piacevole dolcezza, in ottimo equilibrio con la tessitura tannica, delicata ma evidente, ulteriormente sostenuta da una ancora vibrante spalla acida; lunga la persistenza.

Sacramundi, - Chiampo (Veneto) - www.sacramundi.it
I basalti eruttati sul fondo di antichi mari caratterizzano i suoli della Valle del Chiampo che, nelle vigne della tenuta Sacramundi, sono ulteriormente arricchiti da vene di marmo. È la patria della Durella, uva a bacca bianca alla base della produzione di questa azienda a gestione famigliare, che inizia la propria attività nel 2012 e con la quale realizza sia vini fermi sia spumanti.
Classico 36 Vino Spumante Riserva Lessini Durello Extra Brut: commercializzato dopo una permanenza di almeno 36 mesi sui lieviti, è ottenuto da uve Durella leggermente surmature che gli donano un brillante color dorato, reso ulteriormente accattivante da bollicine molto fini e persistenti. Il naso regala note di frutta e fiori gialli oltre a gradevoli sensazioni di piccola pasticceria da forno. Al palato, mostra un corpo importante e un ingresso avvolgente e cremoso. La chiusa leggermente amaricante e la lunga persistenza concludono un assaggio di grande interesse.

Tenuta Sette Ponti,- San Giustino Valdarno (Toscana)
- www.tenutasetteponti.it
Attualmente di proprietà di Antonio Moretti, imprenditore della moda e del lusso, la Tenuta Sette Ponti, in Valdarno, fu acquistata, negli anni '50 dello scorso secolo, dal padre dell'attuale titolare direttamente da Margherita e Maria Cristina di Savoia. Vanta oltre 50ha di vigneti coltivati in grandissima parte a Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot.
Toscana Igt Crognolo 2013: ottenuto da uve Sangiovese con piccole aggiunte di Merlot e Cabernet Sauvignon, il Crognolo si presenta di color rubino intenso. Il naso è fine e intenso e riporta alle ciliegie mature e alle more con evidenti sensazioni di spezie dolci e una lieve nota di vegetale fresco, a ricordarci l'origine bordolese di una parte delle sue uve; col tempo, dal bicchiere emerge una gradevole sensazione agrumata di chinotto. L'ingresso in bocca è ampio e succoso grazie alla pienezza del corpo; elegante la struttura tannica e lunga le persistenza.

Vincenzo Toffoli, - Refrontolo (Veneto) - www.proseccotoffoli.it
Fondata a Refrontolo da Vincenzo Toffoli negli anni ‘50 dello scorso secolo dopo un periodo da emigrante in Gran Bretagna, attualmente è gestita dai figli di Vincenzo ed è molto attiva nella produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, senza però trascurare alcune produzioni di nicchia quali, ad esempio, i vini passiti in purezza ottenuti da uve Glera, Verdiso o Marzemino.
Colli di Conegliano Doc Refrontolo Passito 2007: antico passito da uve Marzemino in purezza, regala un bouquet di grande eleganza capace di fondere magnificamente le note della ciliegia matura e della prugna secca con i sentori delle foglie di tè nero, della noce moscata e del potpourri di fiori rossi. In bocca colpisce per finezza, equilibrio e persistenza nonché per la capacità di mantenere una beva facile e gradevole. Un vino capace di regalare sincere emozioni.

Pro Loco di Refrontolo, Refrontolo (Veneto)- www.colliconegliano.it, www.comunedirefrontolo.it
Refrontolo, nel cuore dell'area di produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg nonché del Colli di Conegliano Docg, è nota agli enoappassionati per una piccola produzione di passito a base Marzemino la cui qualità è stata recentemente riconosciuta inserendone il disciplinare di produzione nella più ampia Denominazione di Origine Controllata e Garantita "Colli di Conegliano". La locale Pro Loco, in collaborazione col Consorzio, ha promosso la realizzazione di un Passito di Refrontolo Docg consortile alla cui produzione hanno collaborato ben 12 aziende del territorio. Colli di Conegliano Refrontolo Passito 2013: il color rubino di questo passito introduce a un bouquet non particolarmente intenso ma di ottima finezza e caratterizzato, soprattutto per via retrolfattiva, da profumi di ciliegia e piccoli frutti rossi arricchiti da eleganti sentori di rosa appassita ai quali, col tempo, si uniscono gradevoli note di noce moscata. In bocca rivela buon corpo, soddisfacente persistenza e una tessitura tannica elegante in grado di sostenere pienamente la dolcezza tipica di questo vino.


 
Il vitigno corvina e i grandi rossi del veronese Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Giovedì 17 Dicembre 2015 17:25

 

Nel corso del tradizionale appuntamento di Cocconato, in occasione di Cocco…Wine, l’associazione Go Wine ha ospitato una selezione di vini espressione del vitigno corvina. E’ la varietà che concorre ad esprimere i vini rossi del veronese, nelle sue diverse denominazioni ed espressioni. L’attenzione si è ovviamente concentrata sul Bardolino, sulla Valpolicella e sull’Amarone della Valpolicella.
Abbiamo scritto concorre, in quanto, la corvina dà origine a questi vini in assemblaggio ad altre uve autoctone, pur essendone la varietà di riferimento. I disciplinari contemplano la presenza della corvina in percentuali variabili dal 45% al 95% (dal 35% al 65% per il Bardolino): non siamo dunque di fronte a monovitigni, anche se va rammentato che vi sono produttori che vinificano la corvina in purezza con il marchio Igt.
Si tratta di una varietà importante nel panorama viticolo italiano; si ricavano vini di grande personalità e spesso molto intriganti per il consumatore.
La crescita qualitativa della produzione che, anche nel veronese, si è registrata ha trovato un ulteriore riscontro da una materia prima di grande livello.
A beneficio dei lettori della rivista, riportiamo le sensazioni ricavate dal tasting che è seguito a margine dell’evento Go Wine e che consente una panoramica su un articolato numero di aziende.
Come sempre, ci pare opportuno affermare che questi contributi non hanno la pretesa di essere esaustivi, né è pensabile di poter comprendere in un intervento di questo taglio la complessità del panorama produttivo legato a questa varietà.
Il nostro intento è, come sempre, quello di fornire al lettore occasioni di informazione e conoscenza, lasciando poi a ciascuno le occasioni di approfondimento che si vorranno individuare.

 

La recensione avviene in rigoroso ordine alfabetico per azienda:


Bussola Tommaso, Negrar (Vr)
tel. 045 7501740 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
E’ un’azienda di riferimento della Valpolicella, anche se ha una storia relativamente recente, datata 1983 allorquando Tommaso Bussola inizia a vinificare personalmente le uve prodotte nel vigneto di proprietà dello zio. Siamo nella Valpolicella Classica, in degustazione viene presentato il Valpolicella Classico Superiore della selezione “TB”, annata 2009: si fa apprezzare per le belle note fruttate, buona persistenza, un buon equilibrio.


Cantina Valpantena, Verona (Vr)
tel. 045 550032 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Nata nel 1958 come associazione cooperativa tra alcuni viticoltori veronesi, raggruppa oggi circa 250 aziende agricole, che coltivano complessivamente circa 750 ettari di vigneti. Da segnalare che dal 2003 sono presenti anche 150 aziende produttrici di olio, dando così vita a una nuova realtà oleovinicola nella Valpantena. Tre vini in degustazione e una preferenza per il Valpolicella Superiore Ripasso “Torre del Falasco” 2012: una buona interpretazione della tecnica del ripasso; un vino che ci pare ben riuscito, di struttura ma assai gradevole, con un lunga persistenza in bocca.


Gnirega di Pietro Clementi & C., Marano di Valpolicella (Vr)
tel. 045 8004812 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
E’ legata alla figura di Pietro Clementi, avvocato in Verona da circa 50 anni e proprietario della cantina, situata nella contrada di Gnirega. Una storia legata a Marano di Valpolicella di cui è Clementi stato sindaco per 19 anni in un territorio che si ponte in posizione strategica nella Valpolicella Classica. Opera attualmente nella nuova cantina costruita a partire dal 2002. In degustazione il Valpolicella Classico Ripasso 2007 e l’Amarone della Valpolicella Classico 2008, con una menzione per quest’ultimo, da cui ricava una versione tradizionale, in cui sono molto accentuati i sentori dell’appassimento, un vino destinato a durare nel tempo.


La Formica, Cellore di Illasi (Vr)
tel. 045 6520333 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Legata alla famiglia Bonuzzi da oltre un secolo, con testimonianze che risalgono addirittura al 1893. 36 gli ettari dell’azienda,  di cui 27 coltivati a vigneto, tutti nella Valle d’Illasi, nella parte più ad est della denominazione Valpolicella. In degustazione due vini, la segnalazione va a favore dell’Amarone della Valpolicella 2008, bel colore rosso rubino intenso, i sentori tipici di frutta matura, amarena propri delle varietà, un vino ben equilibrato e destinato ad un lungo invecchiamento. 


La Collina dei Ciliegi, Grezzana (Vr)
tel. 02 87158048 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Nasce dalla passione della famiglia Gianolli l’agricoltura ed il vino. Una cammino avviato nel 2005, selezionando l’uva destinata al primo Amarone, che viene, naturalmente, alla luce quattro anni più tardi. Una tenuta di 45 ettari sulle colline della Valpantena, dove vi è spazio anche per le molte piante di ciliegio che conferiscono il nome all’azienda. In produzione anche vini bianchi (lugana). Tre vini presentati nella nostra selezione, con una preferenza per il Valpolicella Superiore 2011, in cui la corvina è assemblata con corvinone e rondinella: bel colore rosso rubino, sentori di frutta, buon equilibrio e piacevolezza al gusto.


Masi, Gargagnano di Valpolicella (Vr)
tel. 045 6832511 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Azienda storica della Valpolicella, guidata da Sandro Boscaini con i figli e i fratelli. Certamente fra coloro che hanno dato un contribuito decisivo per il grande successo di questi vini in Italia e nel mondo. Il nome deriva dal “Vaio dei Masi”, la piccola valle acquisita alla fine del XVIII secolo dalla famiglia Boscaini. In degustazione due vini, la recensione va a favore del Valpolicella Classico Superiore “Monte Piazzo Serego Alighieri” 2010; dedicato al Monte Piazzo che fa da cornice ai vigneti. Affinamento in fusti di ciliegio, gradevole al naso, complesso e di struttura, un vino che bene esalta le caratteristiche della varietà.


San Cassiano
, Mezzane di Sotto (Vr)
tel. 045 8880665 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Azienda suddivisa fra quattordici ettari a vigneto e dieci a olivi, costituita a partire dal 2004 con l’avvento di Mirko Sella, che prosegue l’opera dello zio Albino che fin dal 1964 si è dedicato al lavoro agricolo in queste terre. Il Valpolicella Classico 2011, corvina al 70%, affinamento in acciaio, si fa apprezzare per i sentori floreali e fruttati, sensazione vinosa più marcata, leggera nota speziata nel finale.

Santa Sofia, San Pietro in Cariano (Vr)
tel. 045 7701074 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Situata a Pedemonte, nel cuore della Valpolicella classica, è condotta dalla famiglia Begnoni. Ha natali illustri, vantando come suo primo proprietario quel Marcantonio Serego che nel 1560 commissionò al celebre architetto Andrea Palladio la costruzione della villa, inserita dal 1996 tra i Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. Da sempre tesa a valorizzare i grandi rossi di queste terre, presenta nella selezione il Valpolicella Classico Superiore “Montegradella” 2009 che nasce da vigneti di collina situati nei Comuni di Fumane e Marano. Corvina assemblata con corvinone, e con rondinella e molinara. Accattivante all’olfatto, un vino ben equilibrato, con sentori che derivano anche dal leggero appassimento delle uve. Un millesimo che conferma la capacità di saper reggere molto bene il tempo.


Vini Rizzi, Bovolone (Vr)
tel. 045 7100674 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Produttori da tre generazioni, con una storia che inizia dalla Valdadige, in Trentino, e che oggi prosegue non solo nel veronese ma con acquisizioni e cantine in altri territori in Italia e in Romania. In degustazione due vini della linea “Sei terre”; in evidenza proponiamo il Bardolino Classico 2013 ricavato da un blend di corvina con rondinella e molinara, con uve coltivate a sud est del Lago di Garda,  giocato sulla freschezza e sulla piacevolezza della beva.


Tommasi Viticoltori, Pedemonte di Valpolicella (Vr)
tel. 045 7701266 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Un’altra azienda storica della Valpolicella, fondata nel 1902, cresciuta nel corso dei decenni e con una produzione di bottiglie importante. Dal 1997 è attiva la quarta generazione, Tommasi ha avviato una serie di investimenti anche in altre zone viticole italiane, pur rimanendo forte il legame con la Valpolicella. In degustazione l’Amarone della Valpolicella Riserva “Cà Florian” 2007: dall’omonimo vigneto Cà Florian corvina al 75% con saldo di corvinone e rondinella. Quattro anni di affinamento in legno, di cui uno in tonneau e tre in botti di rovere di Slavonia. Un Amarone importante che abbina la piacevolezza a grande struttura e persistenza.


Trabucchi d’Illasi,
Illasi (Vr)
tel. 045 7833233 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Una famiglia di giuristi, con l’attività, iniziata nel 1925 dall’avvocato Marco Trabucchi, proseguita dal giurista Alberto, continuata ora dal figlio Giuseppe, anch’egli giurista. Le prime bottiglie firmate Trabucchi sono del 1970. Una bella tenuta nelle colline della Val d’Illasi, da cui si può scorgere il paese di Soave in lontananza. Senza dimenticare il Recioto di cui sono grandi interpreti, in degustazione presentano 3 vini. La menzione va a favore del Valpolicella Superiore “Terra di San Colombano” 2008, vino di grande eleganza, con belle note fruttate, grande pulizia olfattiva, buona persistenza.


Vigneti Villabella, Bardolino (Vr)
tel. 045 7236448 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Fondata nel 1971 da Giorgio Cristoforetti e Walter Delibori, è attualmente condotta dai rispettivi figli Franco e Tiziano. Circa 220 ettari tra proprietà e gestione, opera in due sedi: a Calmasino si trovano le cantine di vinificazione e invecchiamento, a Cavaion Veronese, la grande ospitalità di  Villa Cordevigo, con wine relais, albergo a cinque stelle, un ristorante di qualità. In degustazione i tre vini Bardolino, Valpolicella e Amarone; dedichiamo un’attenzione al Bardolino Classico “Vigna Morlongo” 2013, ovvero corvina assemblata con rondinella e corvinone. Interpreta bene il carattere della denominazione, sentori fruttati, lievi note speziate, piacevolezza alla beva.

 
Mortadella & Wines Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Venerdì 08 Maggio 2015 08:49

Report sul numero zero di un nuovo evento Go Wine a Bologna

 

Un evento proposto in febbraio a Bologna pare destinato a diventare un appuntamento fisso del calendario del Club Go Wine della città. All’origine l’idea, promossa dal delegato Francesco Carboni, dedicata al prodotto tipico felsineo per eccellenza, la mortadella.
“L’evento nasce dall’interesse per l’abbinamento prodotto-vino - spiega Francesco Carboni. In questo caso il prodotto è la mortadella che ben rappresenta Bologna e i suoi aspetti culinari; l’iniziativa si pone poi anche in relazione al fatto che abbiamo presentato la mortadella dell’associazione Tour Tlen, di cui faccio parte come ristoratore”.
Insomma una lettura in chiave Go Wine del rapporto cibo-vino, valorizzando la mortadella e di fatto aprendo un confronto con il pubblico sui vini più adatti per il suo abbinamento.
Ancora Carboni: “la mortadella é fondamentalmente grassa, di media struttura, media complessità, ma persistenza aromatica lunga. Quindi chiama un vino che deve essere fondamentalmente sapido, con profumi decisi senza che siano così articolati. Escluderei il sauvignon e il riesling, devono piuttosto avere un'aromaticità rocciosa e salata. Escluderei quasi del tutto i passaggi in legno, a meno che chi lo usa non sia davvero molto bravo. Meno che meno i rossi, assolutamente no tannino.
Vanno benissimo le bolle, ma non devono essere bollicine banali”.
Carboni, con il ristorante Acqua Pazza è al centro di molte iniziative di ristorazione a Bologna e con alcuni colleghi ha dato vita alla risto-associazione chiamata “Tour Tlen”: Tour sono le torri, Tlen sono i tortellini. L’associazione racchiude circa 19 ristoratori dell’area di Bologna; nasce a febbraio 2013 per ridare smalto alla fama culinaria della città.
In collaborazione con la Felsineo, azienda bolognese leader nella produzione di mortadella, ha creato una mortadella con il logo dell’Associazione Tour-Tlen.
I ristoratori hanno infatti selezionato diversi tipi di mortadella, per arrivare ad un prodotto che loro stessi avrebbero voluto proporre nei loro ristoranti, ottima anche per il ripieno dei tortellini.
Ne è nata una mortadella di altissima qualità di carne 100% italiana naturale, senza aromi, senza conservanti, senza glutammato di sodio e derivati del latte.

La degustazione
Presso il ristorante Acqua Pazza si è così allestita la degustazione: 16 vini con una sorta di gara per cogliere quelli più adatti all’abbinamento. Ne è nata una selezione di etichette davvero originale, che vi proponiamo di seguito, mentre Carboni ha preparato dalla cucina Gambero e mortadella in carrozza, Polpettine di mortadella, Bignè con Spuma di mortadella.


AL DI LA' DEL FIUME – Marzabotto (Bo) Tel 348 0153838 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Albana Secca Emilia
Una macerazione sulle bucce di circa 10 giorni per donare all’albana una maggiore complessità. Il colore ambrato e i sentori di frutto avviano la degustazione e sfociano in una beva piacevole che fa scoprire l’albana nei Colli Bolognesi.

 

CAMOSSI – Erbusco (Bs) Tel 030 7268022 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Franciacorta extra Brut millesimato
Ottenuto da uve chardonnay (70%) e pinot nero (30%), le uve chardonnay provenienti dai Comuni di Erbusco e Provezze, il Pinot Nero da Paratico. 30-36 mesi in bottiglia sui lieviti. Un’intrigante interpretazione di Franciacorta che ben si abbina dunque anche con la mortadella.

COLLEFRISIO – Frisa (Ch) Tel 085 9039074 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Abruzzo Brut millesimato Le Cave della Guardiuccia
80% chardonnay con saldo di pinot nero. Un nuovo prodotto di un’azienda che in pochi anni si sta affermando all’attenzione e mostra in più volti la versatilità del vigneto abruzzese. Proprio come nel caso di questo Brut millesimato che affina per 36 mesi sui lieviti.

DALLA TERRA E DAL MESTIERE - Valsamoggia (Bo) Tel 328 5472036 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Pignoletto Spumante Brut (metodo charmat)
L’autoctono pignoletto nella versione spumante conferma tutta la sua gradevolezza a favore di una varietà di grande interesse. Interprete è una realtà a sua volta tutta da scoprire. Buona acidità e equilibrio gustativo ne fanno uno spumante molto piacevole alla beva.

 

DOMINI DAUNI – San Severo (Fg) Tel  349 7742936 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Spumante Rosè Metodo Classico

Da uve pinot nero 100% coltivato nelle terre di San Severo, una versione Rosè da apprezzare nell’abbinamento proposto. Affinamento per 36 mesi sui lieviti per una produzione di nicchia che conferma la vocazione spumantistica delle terre della Daunia.

 

FELSINA – Castelnuovo Berardenga (Si) Tel 0577 355117  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Spumante Brut Rosè Metodo Classico
La mano felice di un’azienda legata a grandi interpretazioni di Chianti e sangiovese si applica con successo in questo blend di sangiovese (50%) con saldo di pinot nero e chardonnay. 32 mesi di rifermentazione in bottiglia. Bel colore tendente al ramato, perlage molto fine, secco al palato, molto piacevole nel  finale di bocca.

 

FURLANI – Vigolo Vattaro (Tn) Tel 347 1474234 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Trento Spumante

Chardonnay 80% con saldo di pinot nero; vigneti a 720 metri di altitudine. E’ terra di grande vocazione spumantistica, la giovane azienda Furlani ne fa un’interpretazione curata, con spirito davvero artigianale, colore giallo paglierino, perlage fine, sentori fruttati all’olfatto.

LIS NERIS – San Lorenzo Isontino (Go) Tel 0481 80105 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Pinot Grigio

Alvaro Pecorari è fra gli interpreti più rigorosi del pinot grigio e questa etichetta lo conferma. I suoli si trovano sulla riva destra del fiume Isonzo, suolo ghiaioso, calcareo. E’ un vino di struttura, equilibrato, sapido, esprime nel calice carattere e personalità.

MARCATO – Roncà (Vr) Tel 045 7460070  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Lessini Durello metodo classico

La varietà durella è sinonimo di bollicine autoctone, di territorio. La degustazione coinvolge  uno dei più affidabili interpreti. Affina per un periodo minimo di 36 mesi nella cave sotterranee della cantina ed esprime tutto il potenziale di un vitigno vocato alla spumantizzazione.

MONFORT – Lavis (Tn) Tel 0461 246353  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Trento Riserva Monfort

Chardonnay 80% con saldo di pinot nero, colline fra Trento e Pergine Valsugana a quote che variano da 400 a 650 mslm.  Affinamento sui lieviti per oltre 45 mesi, il risultato è una interessante interpretazione dello spumante made in Trento. Lorenzo Simoni conduce l’azienda con un piglio fortemente legato alla tradizione viticola trentina.

ORO DI DIAMANTI – Casalecchio di Reno (Bo) Tel 349 7884750 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Colli Bolognesi Pignoletto Gaudium 2013

Sui Colli Bolognesi uno dei vini pignoletto protagonisti a pieno diritto della degustazione. L’azienda segue il metodo biologico e coltiva vigne impiantate appena nel 2007 su terreni argillosi nella zona di Tizzano. Un colore intrigante all’esame visivo accompagna la degustazione di un vino di sicura personalità.

PODERE IL SALICETO – Campogalliano (Mo) Tel 349 1459612 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Lambrusco di Sorbara Falistra, Spumante Malbolle
Due vini legati a varietà di territorio. Se Falistra è un Lambrusco di Sorbara frizzante secco che segue la rifermentazione in bottiglia, il Malbolle si fa notare, anche per l’originalità, con la versione spumante del malbo gentile coltivato nel modenese. Un metodo classico con dosaggio zero, finezza e persistenza caratterizzano la beva.

POGGIO DEI GORLERI – Diano Marina (Im) Tel 0183 495207 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Riviera Ligure di Ponente Vermentino
L’unico vermentino della degustazione arriva dalla Liguria di Ponente. Lo produce una realtà emergente, legata anche in altre etichette alla valorizzazione degli autoctoni liguri. Arriva in bottiglia con solo affinamento in acciaio e bene interpreta il carattere della varietà.

TENUTA DI FESSINA - Castiglione di Sicilia (Ct) Tel 0571 55284 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Etna Bianco Erse
Dalle pendici dell’Etna un carricante (80%) vinificato in acciaio, con saldo di minnella e catarratto. Ben equilibrato nelle sue componenti, sapido con buona acidità. Note minerali si avvertono al gusto, di buona beva.

VALLONA – Castello di Serravalle (Bo) Tel 051 6703058 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Colli Bolognesi Pignoletto Superiore
Un pignoletto in purezza, firmato da una delle aziende che da più tempo operano per l’affermazione della varietà. Maurizio Vallona è interprete attento e ha dedicato al pignoletto alcune versioni in differenti etichette, tutte di buona personalità, come il Superiore selezionato.

VIGNETO VITO SAN ORSI - Monteveglio (Bo)Tel 051 964521 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Colli Bolognesi Pignoletto (sui lieviti)
Nelle terre di Monteveglio, a 200 metri di altitudine, un’attività rilanciata a partire dal 2005, con metodi di agricoltura biodinamica. Due versioni di pignoletto: frizzante con base di pignoletto fermentata in acciaio, classico con fermentazione in botti di rovere di slavonia e affinamento sulle fecce nelle medesime botti. Una ricerca costante per estrarre il meglio dalla varietà.

 
Cocconato. La Barbera d’altura Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Lunedì 23 Dicembre 2013 11:22

di Alessandro Franceschini

Arrampicarsi fino a Cocconato - dal latino “cum conato” a sottolineare lo sforzo che un tempo occorreva per arrivare sin qui senza macchina ma con il cavallo - potrebbe sembrare oggi un’attività da cercatori di oro, da appassionati sempre alla scoperta di qualcosa di nuovo - per esempio della locale Robiola - oppure un modo fuggire dal freddo e dalla nebbia di pianura per gioire di un clima sempre temperato e piacevole come fossimo al mare. Siamo, infatti, in un noto luogo di villeggiatura, a due passi da Torino, dove crescono anche palme e ulivi, non a caso chiamata “La Riviera del Monferrato”.
Sono certamente tutti validi motivi per arrivare in cima a questa collina, posta a quasi 500 metri sul livello del mare e che offre un panorama davvero mozzafiato. Ma non sono i soli: qui la vite trova da secoli un habitat ideale, sebbene abbia attraversato svariate vicissitudini, tipiche di molti areali piemontesi dediti all’agricoltura.
Chiacchierare con alcuni dei produttori più rappresentativi della zona, non solo dal punto di vista qualitativo quanto anche per il profondo legame che li unisce da tempi a questo territorio, come ad esempio Dezzani e Bava, dona immediatamente l’impressione di trovarsi davanti a quel tipico atteggiamento cha da un lato si schernisce o non desidera più di tanto la luce dei riflettori puntata addosso, ma al tempo stesso si mostra con fierezza e orgoglio di appartenenza.  E, in effetti, Cocconato si distacca, potremmo dire erge, all’interno di un areale, quello del Monferrato, e di una denominazione, quella della Barbera d’Asti, in realtà molto eterogenea e difficile da uniformare, come d’altronde capita in molte altre denominazioni piemontesi.
I tanti tornanti che si percorrono per salire in questa piccola enclave ci introducono subito, anche mentalmente, ad un ambiente diverso, quasi isolato, che se da un certo punto di vista rappresenta un’unicità, dall’altro separa questo territorio dal resto del territorio e della denominazione e, volendo, qualche difficoltà certo può crearla a chi alleva la vite qui.
Vite che da queste parti bisogna quasi cercarla: non si dona alla vista prepotentemente come in tanti altri areali piemontesi dove è presente in modo molto intensivo. Il famoso “richiamo della fabbrica” negli anni ‘60 e ‘70 anche qui ha inciso in modo determinante sul tessuto agricolo e vitivinicolo locale. Dai quasi 2000 ettari, con i filari che praticamente invadevano ogni parte del comprensorio e segnavano il paesaggio in modo determinante, si è passati ad un certo punto all’estremo opposto. Se non all’estinzione, a una dimensione quasi hobbistica della vite. Oggi sono presenti circa 200 ettari e tra il ‘98 e il 2004 la vite è stata reimpiantata solo in zone realmente vocate. Aspetto che l’accomuna, per esempio, al Nord Piemonte, dove, più o meno, è accaduta esattamente la stessa cosa. L’abbandono della vite e poi la rinascita, privilegiando, però, solo il meglio. E forse questo aspetto, considerando che la viticoltura ha assunto connotati altri e diversi rispetto agli anni ‘60, più qualitativi che quantitativi, è certamente positivo.
La Barbera qui ha caratteristiche particolari per almeno tre motivi: l’altitudine, che in alcuni casi consente di avere vigneti posti sino a quasi 500 metri, il microclima, molto particolare e che abbiamo già sottolineato e, soprattutto, la composizione dei terreni: alle argille, presenti, qui si cede il passo anche al tufo. Quindi terre bianche, minerali, difficili da lavorare, dove in molti punti lasciano affiorare il gesso. Abbiamo quindi potenza, la proverbiale esuberanza della barbera, ma anche l’unione con tratti più sottili ed eleganti. Non a caso su queste marne tra gli anni ‘50 e ‘70 veniva allevato, con grande soddisfazione, anche il nebbiolo, vista la similarità coi terreni delle Langhe.
Essere all’interno di una denominazione così vasta per una piccola enclave come quella di Cocconato può essere un limite? Non sarebbe forse il caso di pensare ad una sottozona specifica che meglio identifichi questo areale se non proprio a una denominazione a sé? La risposta dei produttori, per ora, è negativa. Va bene così, non avrebbe forse senso aumentare l’entropia di denominazioni, sin troppo piccole, che già ci sono all’interno del panorama italiano. In futuro, se il numero dei produttori e degli ettari dovesse assumere numeri significativi, forse...

Le note di degustazione che riportiamo qui di seguito si riferiscono a campioni che abbiamo degustato sia durante la nostra visita sul territorio nel mese di luglio, sia durante la degustazione che si è svolta all’interno dell’oramai storica manifestazione a fine agosto tra le vie del borgo medioevale di Cocconato  e che prende il nome di “Cocco...Wine”.

MAROVE’ (339 2228019; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Barbera d’Asti 2011

L’azienda, con i sui 14 ettari di terreno, è famosa anche per la produzione della “vera” Bonarda Piemontese. Schietta, giovane, sincera: è la Barbera più conviviale e meno “intellettuale” tra quelle degustate che mostra il lato pi semplice, ma non per questo inferiore del vitigno. Tannino di piacevole croccantezza, ottima l’incisività fresca, chiude con delicate note ammandorlate.

NICOLA FEDERICO (333 3906436; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Barbera d’Asti Superiore 2011

Un mirabile esempio di equilibrio e finezza, di connubio tra il terroir di Cocconato e la Barbera. Prodotto con uve provenienti da località Bonvino dove è presente un suolo particolarmente pietroso e ricco di fossili, viene vinificata e affinata in vasche d'acciaio: delicate note speziate si fondono a quelle dei piccoli frutti e a un tocco minerale ben presente poi al palato, con un piacevole finale di bella persistenza, fluidità e sapidità.

POGGIO RIDENTE (0141 907044; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )     
Barbera d’Asti DOCG  Vallia 2011

Buon attacco intenso al naso, con bella maturità del frutto, che tende ad avere sfumature di ribes, delicate, con piacevoli note floreali di violette e un tocco minerale, quasi gessoso. Una finezza che si sviluppa con bouquet fresco, quasi croccante, con tocchi mentolati. Al palato ha un piacevole sviluppo naturale e mostra una trama tannica di discreta fattura. Freschezza di bella incisività, gioca le sue carte su una beva scorrevole, più che sull’esuberanza della struttura.

MACIOT (333.2421043; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Barbera d’Asti Superiore DOCG Four Rapet 2010

Si apre su note olfattive particolarmente legate al rovere: tabacco, cioccolato, cenni fruttati liquorosi. Anche a bicchiere in movimento rimane incentrato sulle note boisè, di fattura discreta, non caricaturali, ma comunque sovrastanti. In bocca non gli manca freschezza, ma è scisso, con l’acidità che colpisce in ingresso e poi lascia spazio all’approccio dolce, un po’ molle e rotondeggiante del tannino.

BAVA (0141 907083; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Barbera d’Asti Superiore Stradivario 2009

Introverso ma di bella finezza sin dall’attacco. Note balsamiche, resinose, frutto ben calibrato, dolce ma mai strabordante, quasi in confettura di lamponi. La gestione del rovere è valida, perché le note, lievemente boisé, che rimandano al cacao hanno un tratto sfumato. Ottima consistenza al palato e un tannino lievemente levigato ma vivo e di piacevole tessitura. Acidità ben controllata, buona sapidità nel finale. Una barbera di equilibrio e sostanza.

DEZZANI (0141 907044; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Barbara d’Asti Superiore DOCG 2008 Vigneto Vallia

Il primo impatto è dolce, con le note del rovere in primo piano. Ma a bicchiere in movimento si distende e apre, lascia emergere un frutto maturo, intenso, di ciliegia. Bocca di spessore, tannino di buona grana croccante e un finale incentrato su note ancora fruttate, ma anche balsamiche, con un tocco minerale davvero interessante che lo rende vivo e succoso. Il tempo, certamente, gli darà maggior equilibrio.

BENEFIZIO DI COCCONITO – San Bartolomeo (0141 907223; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Barbera d’Asti Superiore DOCG Benefizio di Cocconito  2007

Ha un impatto giovane, senza cenni di stanchezza o ossidazione. A bicchiere fermo sfodera un bel frutto: maturo ma delicato, che ricorda soprattutto i piccoli frutti di bosco. È ancora “in itinere”, vista la grande diversità olfattiva tra bicchiere fermo e in movimento. Al palato mostra tannini docili con buona struttura complessiva e una freschezza di ottimo piglio. Un buon esempio circa la possibilità di evolvere positivamente della Barbera con il passare del tempo.

BAVA (0141 907083; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Barbera d’Asti Superiore Stradivario 2003

Un vino non solo vivo e vegeto, ma che lascia pensare ad una futura evoluzione che potrà riservare ancora belle emozioni. Non che la Barbera non si presti a sfidare il tempo con buona agilità, ma certamente l’annata, torrida e siccitosa, non è certo stata tra le più agevoli da gestire. Eppure qui note “cotte” e “stanche” non se ne trovano: il corredo fruttato lascia spazio alle prime nobili note terziarie che fondono spezie e tocchi di humus e sottobosco. Al palato c’è tutta la forza espressiva della barbera, dell’annata, con tannini di piacevole tessitura e un finale di ottima consistenza e struttura.

 
Uno sguardo su Montefalco Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Giovedì 05 Dicembre 2013 14:29

I luoghi meritano un viaggio. Magari scegliendo dove sostare per poi abbinare agli itinerari in cantina i percorsi verso le tante città d’arte di questa regione. Scriviamo di Montefalco, nome che gli enoappassionati associano al Sagrantino e che indica uno dei luoghi che caratterizzano la viticoltura dell’Umbria.
Il Comune è posto su una sommità (da cui l’appellativo de “ringhiera dell’Umbria”), da dove si scorge la vicina Assisi e la valle verso Spoleto. Tutti centri agevolmente raggiungibili, come Perugia e Foligno o come i borghi di Spello e Trevi, famosi per l’olio.
Il vasto territorio comunale condivide soprattutto con il confinante comune di Bevagna la viticoltura legata al Sagrantino. Altri Comuni di riferimento sono Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo.
Come è successo altrove, l’azione lungimirante di alcuni produttori ha determinato negli anni un notevole sviluppo, nuove cantine si sono affacciate alla ribalta, l’enoturismo si è affermato grazie anche agli investimenti di molte aziende a favore dell’accoglienza.
www.stradadelsagrantino.it  è l’indirizzo web dell’Associazione che ha sede a Montefalco in Piazza del Comune, 17 telefono 0742 378490, a disposizione per chi vuole organizzare un viaggio o visitare cantine.

Intanto qualche segnalazione. Cominciando da Rocca di Fabbri (tel.0742 399379 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ), azienda vinicola che si trova nell’omonima località Fabbri, comodamente raggiungibile dalla superstrada che unisce Perugia a Spoleto. Pietro Vitali la fondò negli anni’80: fu tra i primi a credere nelle potenzialità del Sagrantino, investendo in impianti e reimpianti di vigneti. L’azienda è oggi condotta dalle figlie Roberta e Simona, la produzione è di circa 180.000 bottiglie, i vigneti sono attorno alla cantina, con l’eccezione di 4 ettari nel Comune di Trevi.
La produzione si articola principalmente sul Sagrantino ed il Montefalco Rosso, denominazione che prevede l’impiego del sangiovese (60%), oltre sagrantino (15%) e altre varietà. Da segnalare anche il Grechetto ed il Faroaldo, blend di sagrantino e cabernet.
La cantina domina il microborgo ed è frutto di un lungimirante programmazione negli anni. Un vero gioiello sono poi le case di Subretia, le vecchie case degli operai di un tempo, trasformate in un elegante residence di accoglienza con 18 appartamenti ed una piscina da dove apprezzare uno splendido affaccio verso il paesaggio umbro.

Nella località San Marco, a pochi minuti dal borgo di Montefalco, si incontra l’azienda Antonelli.  (tel. 0742 379158 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) riferimento importante per meglio comprendere la viticoltura del territorio. Molti gli spunti per una visita, se avrete modo di poter conversare con Filippo Antonelli. Cominciando dalla sala degustazione dove leggere vecchie mappe, l’affaccio verso Gualdo Cattaneo ed i monti Martani.
La cantina è interrata per evitare impatti ambientali. L’azienda produce anche olio, farro, pasta e si è dotata negli anni di un locale cucina ben attrezzato, a disposizione degli ospiti per corsi e lezioni. 
La produzione vinicola è in regime biologico dal 2012; il Sagrantino è il vino di punta dell’azienda (50.000 le bottiglie prodotte fra il base, il cru “Chiusa di Pannone” ed il passito). Senza tralasciare il Montefalco Rosso, merita una citazione il continuo lavoro di ricerca che sta conducendo a risultati interessanti anche nel segmento dei vini bianchi, dove questa parte dell’Umbria può giocare carte importanti. Il Grechetto ed il Trebbiano Spoletino sono due varietà autoctone che sanno offrire bianchi godibili e niente affatto banali se ben vinificati, con capacità di reggere nel tempo. In particolare il Trebbiano Spoletino viene affinato in botti grandi del Palatinato, l’annata 2012 è in uscita a settembre. Per chi intende soggiornare vi è il Casale Satriano, residenza agrituristica all’interno dell’azienda vinicola. Sei appartamenti con piscina immersi nel fascino della campagna.

Una realtà giovane ed emergente è quella de Le Cimate (tel. 0742 290136 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) condotta dalla famiglia Bartoloni. Il nonno Paolo è stato per 21 anni presidente della cooperativa Spoleto Ducale. Il nome della cantina deriva dal luogo, posto sulla cima di una collina. L’azienda è oggi condotta da Paolo e Francesca Bartoloni, che rappresentano la terza generazione. 20 ettari di vigneto, oltre alla coltivazione dell’olio e 108 ettari condotti a seminativo. In appena due anni otto vini in produzione, di cui 5 rossi, 2 bianchi ed un rosato da uve sagrantino. La cantina è moderna con tutte le tecnologie, ma con un’architettura che ben la inserisce nel contesto del territorio. L’enologo è Cesare Toja, un passato con Caprai; da segnalare anche l’ampia sala degustazione con cucina per accogliere gli ospiti, dove l’azienda presenta in degustazione salumi di produzione propria e piatti tipici del territorio.

Lasciato il territorio di Montefalco, merita la visita il centro storico di Bevagna con la Piazza Silvestri ed il Palazzo dei Consoli. La segnalazione “vinosa” va alla Cantina Dionigi (tel. 0742 360395 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ), poco fuori dall’abitato. Una realtà da conoscere, a conduzione familiare, e da oltre 100 anni dedita alla viticoltura. Oggi il riferimento è Roberto Dionigi, appassionato e talentuoso viticoltore.
Dalla terrazza potrete ammirare il panorama sui vigneti aziendali e sulla campagna umbra, nella sala degustazione potrete conoscere l’articolata produzione. Oltre al Sagrantino ed al Montefalco Rosso fra i rossi ed al Grechetto fra i bianchi (prodotto in differenti versioni), Dionigi ha una particolare passione per i vini passiti e produce ben 4 etichette tutte monovitigno da uve sagrantino, moscato, grechetto e merlot. La produzione complessiva è di 60.000 bottiglie, oltre alla produzione di olio. I Dionigi hanno arredato alcune camere per l’accoglienza degli ospiti.  

di Massimo Corrado

 
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