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News dal mondo del vino - Go Wine
Festival europeo del gusto in Istria Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Martedì 22 Dicembre 2009 08:51

Dal 4 al 7 dicembre si è tenuto a Umago, in Istria, il Festival europeo del gusto, ideato e organizzato dall’Associazione internazionale Borghi europei del gusto, in collaborazione con Italia del gusto e il giornale online Paesaggiritrovati. Una manifestazione che sin dagli esordi, questa del 2009 è stata la seconda edizione, si è posta l’ambizioso traguardo di portare alla ribalta e valorizzare le “eccellenze minori”, i piccoli imprenditori che sono lontani dai circuiti della grande distribuzione e del mercato agroalimentare nazionale.

Un centinaio i produttori provenienti da oltre 15 regioni italiane e altrettanti quelli del territorio sloveno e croato, che hanno incontrato 40 giornalisti della stampa specializzata, riviste e siti online, emittenti televisive italiane e straniere. Nella prestigiosa cornice dell’Hotel Sol Coral di Umago si sono tenuti 4 giorni intensi di tavole rotonde, incontri, degustazioni e dibattiti finalizzati a “creare rete” e a far dialogare Istituzioni, aziende, ristoratori, albergatori e mass-media, per una vetrina improntata alla valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti. Comunicatori e giornalisti hanno, infatti, incontrato le piccole realtà dei Borghi europei del gusto di Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Gulia, Piemonte, Lombardia, Lazio, Toscana, Umbria, per l’Italia; Croazia, Slovenia, Canton Ticino, Slovacchia e Germania per l’Europa.

Una serie di degustazioni, interviste in diretta, convivi e dibattiti hanno permesso ai giornalisti di incontrare produttori e ristoratori, in una non stop di grande interesse. I loro prodotti di nicchia hanno saputo conquistare tutti, in nome dell’alto livello qualitativo e della genuinità. Troppo spesso dimenticati, o forse semplicemente “trascurati” dalle istituzioni, dai Consorzi  e perché no, anche dalla maggior parte della stampa, queste piccole micro-imprese lavorano in silenzio con grande passione. Abbiamo gustato, infatti, la birra artigianale di farro dell’alta Garfagnana, l’aroma intenso dell’olio molisano di Colletorto, il pane croccante di Crocetta del Montello, nel trevigiano, lavorato da uno dei pochi fornai che non usa semilavorati, i pregiati salumi e il lonzino di Romagna, i vini del Collio e delle Marche, il prosciutto di San Marino. Con una menzione tutta speciale alle gustose specialità di Cervaro, dalla pasta con i ceci rigorosamente fatta a mano, al pecorino di Ciociaria; per continuare con la riscoperta del cavolo verde del canavese, l’asparago di Latisana, le specialità di San Canzian d’Isonzo, il salmone della Val Rosandra. E, in un ambito più internazionale, non sono mancati gli incontri con i vini di Ticinowine, e con Zigante, leader croato dei tartufi. 

Progettato da Giorgio Raimondi Della Barba, giornalista enogastronomo, il circuito Borghi europei del gusto annovera, attualmente, 40 Borghi italiani e 15 borghi europei e rientra in un progetto più ampio del Consiglio d’Europa. La scommessa finale, dunque, è quella di una valorizzazione del territorio europeo, attraverso le eccellenze in ambito enogastronomico e turistico. Infine, anche se solo rappresentative, erano presenti le realtà di Andalusia, Malta,  Romania e Ungheria, a conferma della valenza e dello spirito europeo dell’intero circuito.

 
Master in Cultura del Cibo e del Vino di Ca’ Foscari a Valdobbiadene Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Martedì 15 Dicembre 2009 15:40

 

Forte del successo della precedente edizione, ripartirà il prossimo gennaio a Valdobbiadene, nel cuore delle colline del Prosecco, il Master universitario di primo livello in Cultura del Cibo e del Vino, che prevede esperienze in significative realtà territoriali. Ideato dal Prof. Gianni Moriani e coordinato dal Prof. Roberto Stevanato, il Master risponde all’esigenza di creare competenze professionali sempre più qualificate nella gestione e valorizzazione del patrimonio alimentare e vitivinicolo.  - 

www.mastercibovino.it

 

 

Il Master è patrocinato dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali: "La figura professionale che verrà formata in questo Master risponde alle esigenze di un mercato del lavoro che in questo settore si mostra sempre più dinamico e innovativo" - ha dichiarato il Ministro Luca Zaia - "L’idea di strutturare il corso di studi nei territori di produzione, e non solo in aula, seguendo i prodotti agroalimentari nella loro filiera fino al consumatore finale è particolarmente innovativa e appropriata".

 

Inserito nel Catalogo Interregionale dell'Alta Formazione, il Master in Cultura del Cibo e del Vino, è sostenuto dal Comune di Valdobbiadene, da Bisol, Jeio, Bel Star, Relais Duca di Dolle, Terre di Venezia, Latteria Soligo, Consorzio Tutela Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco e da altre realtà del territorio.

 

Spiega Gianluca Bisol, direttore generale di Bisol e esponente della famiglia di Viticoltori in Valdobbiadene dal 1542:" la lunga e significativa evoluzione territoriale e culturale del nostro Paese ha contribuito allo sviluppo di una tradizione enogastronomica unica nel panorama mondiale. Diventa necessario formare nuove professionalità per questo settore e siamo orgogliosi che Valdobbiadene ospiti questo Master.Il fatto che il Master non si tenga in una metropoli, ma nel territorio rappresenta un fondamentale valore aggiunto, poiché trasmetterà un autentico sentire del prodotto, non filtrato, permettendo un contatto diretto con produttori e titolari di aziende del comparto, possibili futuri datori di lavoro".

 

Le lezioni non resteranno confinate in aula, ma si allargheranno ai luoghi della filiera del cibo, movendosi tra aziende agricole, cantine, distillerie, pastifici, caseifici, stabilimenti di torrefazione, ristoranti e caffè. Dato il carattere interdisciplinare, al Master possono accedere i laureati triennali o magistrali di qualsiasi disciplina: le lezioni frontali si terranno a Valdobbiadene (Tv), presso il centralissimo Palazzo Celestino Piva. Sono previste borse di studio, agevolazioni e facilities di vitto e alloggio per gli studenti: le domande di iscrizione dovranno pervenire entro l’11 gennaio 2010.

 

Contatti:

IDEAS: tel + 39 041 234 8671 

 

 

Ketty Fargion - Macfar
cell. +39 3387304799 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Relazioni Esterne - Michela De Bona -

 
Istituito consorzio di tutela ‘Moscato di Siracusa’ Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Venerdì 11 Dicembre 2009 16:47

Il Moscato di Siracusa Doc sarà affidato al consorzio di tutela omonimo “Moscato di Siracusa”, che si occuperà della commercializzazione e della valorizzazione del prodotto.
Il 5 e il 6 dicembre il vino è stato presentato all’Antico mercato, dove è stato offerto dagli stessi produttori ad un prezzo simbolico, con il supporto di assaggiatori professionisti che ne hanno spiegato le qualità.

Seguirà, l’11 dicembre, a palazzo Impellizzeri, la presentazione alla stampa del progetto consortile, alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura e Foreste, Michele Cimino, del sindaco di Siracusa, Roberto Visentin e del direttore regionale dell’Istituto della Vite e del Vino, Leonardo Agueci, e dei produttori del moscato.

"Nell’ambito dell’attività della rete regionale Consorzi di tutela dei prodotti certificati Dop, Igp e Doc - ha detto l’assessore all’Agricoltura, Michele Cimino - l’assessorato ha accompagnato nel percorso di aggregazione i produttori fino alla costituzione del Consorzio. Un percorso che stiamo cercando di estendere a tutte le filiere che producono agroalimentare di qualità e sono capaci di esprimere, come nel caso del Moscato che rappresenta una tradizione vitivinicola antichissima, tutta l’identità della nostra isola”.

 

 
Brindisi italiano motivo d'orgoglio Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Venerdì 11 Dicembre 2009 14:15

“È importante e non così scontato che un ministro valorizzi con tenacia le nostre produzioni d’eccellenza; l’invito di Zaia a brindare con le bollicine italiane durante le festività è un segnale estremamente apprezzato da tutta l’imprenditoria vitivinicola”. Questo il commento del presidente dell’Unione Italiana Vini, Andrea Sartori, alla recente richiesta di Luca Zaia rivolta alle principali televisioni e radio italiane di scegliere per il tradizionale brindisi di fine anno i nostri spumanti, “uno dei prodotti simbolo dei territori e di tutta l’agricoltura italiana”. Il ministro intende regalare alle varie emittenti bottiglie etichettate con il logo del ministero delle Politiche agricole e il nome dell’iniziativa: “Spumante italiano”.

Quella del ministro, sottolinea Sartori, non è soltanto un’azione che può aiutare la nostra vitivinicoltura, oggi in parte coinvolta nella crisi economica generale, ma è soprattutto riconoscere a un comparto strategico del nostro Paese, quello vitivinicolo, la sua indiscussa distintività che è certamente motivo d’orgoglio. Un orgoglio dettato anche dai numeri: con un saldo positivo di 2,2 miliardi di euro ad agosto 2009 si riconferma infatti non solo una delle poche voci dell’agroalimentare in attivo, ma soprattutto quella che guida la classifica”.

Le bollicine italiane rappresentano oggi un giro di affari superiore a 460 milioni di euro, con un sensibile incremento delle esportazioni nei primi nove mesi del 2009 (+14% rispetto a settembre 2008), mentre il mercato nazionale evidenzia una situazione stazionaria (-2% sia in volume che in valore).

 

 
Mille metri quadrati di mostra Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Venerdì 04 Dicembre 2009 16:20

Storiæ d’Italia, Gualtiero Marchesi e la Grande Cucina Italiana, programmata tra il 15 marzo e il 15 maggio del 2010, sarà una mostra grande anche nello spazio a elle, ricavato all’interno del Castello Sforzesco di Milano.
Mille metri quadrati in cui mettere in scena la storia di un cuoco che non ha mai separato la vita dalla carriera. Marchesi ha, anzi, mescolato il più possibile ciò che amava con ciò che andava facendo. Un esempio su tutti è la musica che da passione familiare è entrata, attraverso le famose sette pennellate, equivalenti alle sette note, nella costruzione e nella presentazione dei menu.

Nella sua parte statica, la mostra affronterà come un viaggio il cammino del cuoco. In questo caso, non si tratta di una metafora banale, perché Marchesi non ha mai puntato ad una cucina ricercata, ma alla ricerca in cucina.
Il che significa uniformare la propria condotta su alcuni principi certi, inderogabili, gli stessi che guidano lo svolgimento del percorso espositivo.
In primo luogo, la conoscenza delle tecniche e degli strumenti che nulla vale se non si riconosce nel rispetto della materia., usata nelle preparazioni.
Un rispetto che è la diretta conseguenza dell’amore per i frutti della natura., riconoscibili solo se si mostra un vero interesse per i territori abitati dagli uomini, dagli animali e dalle piante, caratterizzati da tradizioni e consuetudini che insieme creano un senso di appartenenza.

Nella sua parte dinamica, la mostra muta in di-mostrazione, offrendo accanto all’icona e al discorso sulla cucina anche la liturgia, i gesti che le sono propri.
In particolare, i visitatori potranno rendersi conto dal vivo quali siano i diversi tagli di carne, presentati e nominati correttamente, oltre a capire in che modo si esegue un trancio, rispettando la disposizione delle fibre.
La stessa esperienza sarà ripetuta anche per il tonno. Un altro argomento pratico riguarda le erbe di campo con tutte le informazioni utili per riconoscerle e cucinarle. Non mancherà, infine, il complesso tema degli abbinamenti tra cibo e vino.

Via vittorio emanule 23, ErbuscoTel +39 0307760562
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Ufficio stampa: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - Tel. +39 3356347230

 
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